Finalmente, Calatrava

13 09 2008

“Sono lieto che il nostro ponte sia finalmente accessibile ai veneziani, e sono lieto per le straordinarie manifestazioni di apprezzamento dei cittadini. Credo, peraltro, che sia il più bello tra i molti che ho progettato. Desidero ringraziare quanti si sono impegnati nella realizzazione di questa opera d’arte, in particolare le maestranze e gli artigiani che si sono dimostrati ancora una volta tra i migliori del mondo”.
Da New York dove si trova per seguire il cantiere della nuova stazione di Ground Zero, l’architetto Santiago Calatrava saluta l’apertura del Ponte della Costituzione. Nella circostanza ritiene però opportuno ricordare le varie tappe del progetto, anche in relazione alle recenti polemiche circa la mancanza di accessi per i diversamente abili. Nessun appunto, di nessun tipo, può infatti essere rivolto allo studio Calatrava.

L’inizio risale al 1999 con l’incarico che il Comune di Venezia affidò allo studio Calatrava di preparare la documentazione relativa al Disegno di Ingegneria architettonica e strutturale del IV Ponte sul Canal Grande.
Sviluppato in base alle norme e leggi vigenti e in collaborazione con numerosi organismi statali e comunali (Ferrovie dello Stato, ACTV, Associazione delle Persone Disabili, Pompieri, Polizia, ecc.), il progetto fu poi sottoposto a una serie di revisioni ed esami minuziosi da parte di diversi organismi come l’Associazione per la Protezione della Città di Venezia, la Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Venezia e altri organismi.
In particolare, il progetto fu esaminato e valutato da un organismo indipendente, l’ICMQ, che approvò il disegno come valido e conforme alle leggi e ai regolamenti vigenti. Il progetto esecutivo fu quindi approvato dal Comune che, in base a ciò, preparò tutte le procedure la gara d’appalto stabilendo i requisiti per le imprese.
Su 90 partecipanti alla gara, l’appalto fu affidato all’impresa Cignoni in base all’offerta più bassa (€ 4.074.906), inferiore al costo stimato dallo studio Calatrava (€ 4.535.000, 20 agosto 2001). Per l’acciaio fu scelta l’impresa Lorenzon di Noventa di Piave. Tutto ciò sotto il controllo e la cura del Comune.
La costruzione del ponte è iniziata nel 2003, con piena responsabilità del Comune sui progressi del cantiere, gli obblighi finanziari e di tempo, gli accordi contrattuali. L’architetto Calatrava ha avuto solo l’incarico di fornire consulenza architettonica e artistica, rivedendo i disegni preparati dall’appaltatore e visionando i lavori allo scopo di mantenerne la coerenza architettonica, strutturale e artistica.
Benché nel disegno originale fossero previsti accessi per i diversamente abili (una seggiovia interna per ciascun lato), in seguito a un’istanza delle associazioni locali dei disabili il Comune chiese che questi elementi fossero sostituiti con un altro sistema. L’innovazione fu accolta da Calatrava e nella struttura del ponte furono introdotti i rinforzi necessari, in modo tale che il nuovo sistema potesse essere utilizzato come aveva deciso il Comune. Al successivo progetto della ovovia lo Studio Calatrava è però del tutto esatreno.
Alla conclusione dei lavori, il Ponte è stato controllato e collaudato con metodi sofisticati stabilendo che il comportamento della struttura soddisfa anche i più esigenti requisiti, rispondendo meglio di quanto previsto. L’ultima stima dei costi fatta dal Comune di Venezia (5a perizia dell’11 novembre 2007) parla di circa 7 milioni di euro, cifra che copre però anche una nuova serie di importanti lavori (restauro di piazzale Roma, delle rive del Canal Grande, ecc).

via Archimagazine





ɐsɐɔ

5 08 2008

Non è un’immagine orientata male, né un effetto ottico. La casa al contrario è la creazione di un team di falegnami polacchi, capitanati da Krzysztof Szczyszka, che ha scelto di mettere “sottosopra” la sua abitazione di famiglia. Si trova in Germania, sull’isola di Usedom, e quando verrà completata, verso la fine di agosto, si potrà anche visitare. Nel progetto Szczyszka ha investito 400mila euro e ha deciso che tutti i mobili della casa saranno “a testa in giù” e che in giardino ci saranno altre stranezze architettoniche.





Traslocando

26 10 2007

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BERLINO – Una chiesetta pesante 1000 tonnellate e con sette secoli di storia sulle spalle, ha cominciato il suo viaggio tutta intera, con tanto di mura maestre e mobilia, da Heursdorf a Lorna, distante 12 chilometri, in Sassonia, nell’est della Germania. Il trasporto della chiesa di Emmaus, citata per la prima volta in documenti del 1297, avviene mediante un automezzo speciale. Il trasloco si è reso necessario per fare luogo ad una miniera a cielo aperto di lignite che entro la fine dell’anno raggiungerà la periferia del paesino.

ANCHE GLI ABITANTI DOVRANNO LASCIARE IL PAESE – A quel punto anche tutti gli abitanti, che dopo dieci anni di cause hanno perso ormai ogni possibilità di opporsi, dovranno traslocare a spese della società mineraria Mibrag. La chiesetta in stile romanico e quasi senza finestre, poi trasformata durante il periodo barocco, prende il nome dalla località biblica di Emmaus (vicino a Gerusalemme) molto importante per la dottrina cristiana.

LA BENEDIZIONE DEL PARROCO – Dopo la benedizione da parte del parroco, Thomas Krieger, la chiesetta si è messo in moto a passo d’uomo e prevedibilmente arriverà al Lorna il 31 ottobre, in coincidenza con l’ anniversario della riforma di Martin Lutero nel 1517, cominciata con la pubblicazione delle sue tesi. Il trasloco costerà tre milioni di euro .

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LA TECNICA – Per impedire che la chiesetta possa crollare come un castello di carte per prima cosa è stata realizzata una costruzione in acciaio sotto l’edificio. Domenica e lunedì scorso con martinetti idraulici la chiesa stato sollevata di 160 cm, e da quel punto è stata adagiata sul trasporto speciale. La chiesetta, nel suo viaggio verso Lorna, dovrà superare anche due passaggi a livello e i ponti sui fiumi Wyhra e Pleisse.