Limiti di competenza dei geometri – Parte 2

15 10 2007

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Circolare a firma del Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Pisa sulle competenze professionali dei tecnici diplomati nell’edilizia Prot.1264/2004 Pisa, 30 luglio 2004

Ai Signori Sindaci

Ai Tecnici degli Uffici Tecnici

Agli Assessori All’Edilizia ed Urbanistica

Ai Colleghi degli Enti Locali ed Amministrazioni pubbliche
Loro Sedi

Oggetto: Competenze professionali (architetto e geometra o perito edile).

Egregi Signor Sindaci, Gentili Tecnici degli Uffici comunali,

questo Consiglio dell’Ordine, in adempimento ai suoi compiti istituzionali, ribadisce la grande importanza del rispetto delle competenze professionali acquisite, a partire dalla completezza del corso di studi e dall’acquisizione dell’Esame di Stato o abilitazione all’esercizio della professione.

La preparazione disciplinare di tecnici che intervengono, in qualsiasi modo, sul territorio, modificandolo in maniera permanente, (come del resto è stato, ancora una volta, recentemente ribadito dalla Magistratura amministrativa, con sentenza n. 254/99), va garantita innanzitutto da parte della Pubblica Amministrazione a tutela del comune interesse, della pubblica incolumità, della salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale: beni al di sopra delle parti e delle categorie.

Questo Consiglio rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento invia i più cordiali saluti,

IL PRESIDENTE
(Dott. Arch. Giuliano Colombini)

LIMITI COMPETENZE DEL TECNICO DIPLOMATO NEL CAMPO DELLE OPERE CIVILI

Fonti Normative

La fonte normativa da cui discende l’ordinamento professionale che disciplina le competenze del geometra è la seguente:

a)il R.D. 11 febbraio 1929 n.274 Regolamento per la professione del Geometra
b)16.11.1939 n. 2229 Norme per la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice od armato
c)Legge 02.03.1949 n.144 Approvazione della tariffa degli onorari per le prestazioni professionali dei geometri
d)Legge 05.11.1971 n. 1086 Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato normale precompresso e per le strutture metalliche il tutto integrato da una vasta giurisprudenza nonché dal documento emanato dalla Commissione Interministeriale per l’esame dei limiti di competenza dei Geometri Ministero di Grazia e Giustizia Direzione Generale degli Affari Civili e delle Libere Professioni Ufficio VII

Competenze dei Geometri e dei periti edili

In base alla normativa vigente compete al geometra:

-Progettazione, direzione dei lavori, calcolo e collaudo di costruzioni rurali ed edifici per uso industrie agricole di limitata importanza
-Progettazione, direzione dei lavori, calcolo e collaudo di modeste costruzioni civili compresa la progettazione degli impianti idrosanitari, di fognatura interna all’edificio, elettrici, di riscaldamento (con potenzialità inferiore a 30.000 Kcalh) e di tutti gli altri impianti interni ed al servizio della costruzione progettata
-Progettazione e direzione dei lavori delle strade per la viabilità rurale ed interpoderale, strade di lottizzazione (facenti parte di progetto di lottizzazione redatto da tecnico laureato), strade di cantiere
-Operazioni topografiche, fotogrammetriche e cartografiche,
-Operazioni catastali

Esulano dal campo professionale

Per modesta costruzione di competenza del tecnico diplomato è da intendersi quella costruzione che a prescindere dalle sue dimensioni comporti un limitato impegno progettuale.
Fermo restando che il semplice parametro dimensionale non può essere esaustivo delle problematiche, si ritiene comunque che oltrepassino i limiti della modesta costruzione gli edifici civili che superano una o più delle seguenti condizioni:

-edifici singoli di volumetria superiore a mc. 1200;
-edifici singoli costituiti da più di 6 unità immobiliari o da più di 2 piani fuori terra;
-edifici costituiti dalla ripetizioni di moduli elementari, quando comportino volumetrie superiori a complessivi mc. 2400 o siano costituite da oltre 8 unità immobiliari.

Si ritengono assimilabili alle opere civili le piccole costruzioni artigianali di 1 piano fuori terra con superficie non superiore a mq. 1000

Sono inoltre escluse :

-Tutte le categorie di interventi su edifici ed aree già indicate escluse dalle competenze degli ingegneri in quanto di interesse storico- ambientale

-Sono escluse le opere non civili ovvero:
-Progettazione, direzione dei lavori, calcolo e collaudo di costruzioni con struttura di qualsiasi tipo, a destinazione
-industriale
-funerari
-di culto
-terziaria in genere
-opere pubbliche in genere

-Progettazione e direzione dei lavori di interventi di natura urbanistica a qualsiasi livello
-Piani territoriali
-Piani regolatori
-Piani particolareggiati
-Piani di recupero
-Piani di lottizzazione
-Piani paesaggistici

Nelle attività sopraelencate il geometra può partecipare, per le operazioni tecniche di sua competenza e dietro esplicita dichiarazione del suo contributo, collaborando con figure tecniche di altre categorie professionali competenti ed incaricate del progetto generale.

Comportamento dell’architetto membro di commissioni tecnico – consultive

L’Architetto – commissario edilizio svolge funzioni di organo consultivo del Sindaco e tra i suoi compiti, vi è la vigilanza circa le competenze professionali, funzione peraltro molto delicata poichè in presenza di esercizio abusivo della professione (art. 348 C.P.) oltre alle conseguenze penali per chi ha commesso il fatto, tutti gli atti amministrativi rilasciati dagli enti preposti sono illegittimi e quindi inefficaci, rimanendo comunque da valutare le eventuali responsabilità civili

tutto ciò visto e considerato

il Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della prov. di Pisa approva il presente documento invitando, a partire dalla data odierna, tutti gli iscritti a qualsiasi titolo appartenenti a commissioni tecniche edilizie od urbanistiche

ad uniformarsi, ad applicare ed a far applicare

le seguenti direttive in merito alla valutazione ed interpretazione giuridica delle norme vigenti in materia di limitazione delle competenze professionali delle diverse categorie tecniche.

In caso l’Architetto – commissario rilevasse la sussistenza di alcuni dei motivi di incompetenza professionale sopra riportati dovrà emettere il seguente parere da far mettere a verbale:

Si esprime parere contrario all’approvazione della pratica, in quanto le opere in oggetto non rientrano nella sfera delle competenze professionali del tecnico progettista a norma del vigente regolamento della professione di geometra R.D. 11.02.1929 n. 274 ( ovvero : di ingegnere ed architetto R.D. 23.10.1925 n.2537)

Nel caso la pratica dovesse essere approvata, nonostante il parere contrario dell’Architetto commissario dovrà far mettere a verbale la seguente richiesta:

Si richiede l’emissione, da parte del Sindaco, di parere motivato in ordine alla valutazione dei requisiti tecnici, qualitativi e quantitativi considerati a giustificazione della legittimità del rilascio dell’atto amministrativo di approvazione, in ordine alla presunta sussistenza della competenza professionale del tecnico firmatario del progetto.

Inoltre ogni caso rilevato dovrà essere tempestivamente comunicato al Presidente dell’Ordine degli Architetti che, accertata la violazione, provvederà a promuovere tutte le azioni giuridiche e legali atte a tutelare la figura professionale dell’architetto ed i pubblici interessi di cui la categoria è responsabile.

Si ricorda che la non osservanza della presente deliberazione da parte degli iscritti – commissari si configura come violazione delle norme deontologiche.

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39 responses

5 11 2008
Claudio

Architetti invidiosi. Ma impegnatevi a fare bene il vostro lavoro e lasciateci fare il nostro come sempre abbiamo fatto, con la massima competenze ed esperienza sul campo. Lo so che vorreste essere come noi, ma non potrete mai avere la nostra preparazione professionale, nemmeno con un corso di studi di 50 anni. Il nostro diploma, con la nostra esperienza vale tre lauree e lo sapete bene, lo sanno anche i clienti, che sono intelliogenti ed ovviamente si rivolgono a chi è competente e non a chi, con qualche anno in più di studi, vorrebbe sostituirsi a noi. Ma alla fine le cose che deturpano l’ambiente ve le facciamo fare, siete voi che progettate quegli edifici ingombranti e che pianificate il territorio, a noi vanno bene i piccoli interventi che non portano fastidio a nessuno. Con affetto, un geometra.

19 09 2009
Nicola

Ma pensa a fare l’università!
Sei e rimarrai un tecnico diplomatosi presso la scuola superiore e le tue competenze nonchè pezzo di carta sono notevolmente inferiori a noi laureati.

Io i geometri li metto nei cantieri a fare i muratori altro che le immani fesserie che hai scritto!

STUDIATE DI PIU’! invidiosi!

Dott.Ing.N.P.

24 02 2010
Massimo Mastrino

Sei andato all’Università per rimanere un ignorante cronico a quanto sembra. Ti rispondo io. Sono geometra e sono anche laureato e spero di conseguire al più presto la mia seconda laurea. Dalla mia esperienza posso dirti che un asino con un titolo di studio universitario è solo un dott. asino.

24 02 2010
alex

ma smettila!

21 12 2010
Manuel

Sono al terzo anno di Geometra.
Dall’età di 3 anni che sogno di fare questo mestiere, e durante le ore di costruzioni e topografia dove penso che l’arabo sia più semplice rifletto su chi me l’abbia fatto fare… e mi rispondo : me stesso!

La mia scuola è un istituto molto severo e si imparano tantissime cose in 5^ tratti cose che si fanno all’università, è una scuola che ti da basi soprattutto a ragionare e fare di testa tua! Spero che il geometra sia il mestiere della vita ed è tanto tempo che cerco di capire le competenze di architetti geometri e ingegneri, c’è tantissima confusione ma alla fine penso che qualcosa ci accomuna: la passione per le costruzioni e il campo edile.

Per studiare ci si fa un SEDERE (per essere educato) grande quanto un CONDOMIO (per restare in tema).

W i geometri che sono persone qualificate e conoscono il proprio territorio e penso sia una cosa bellissima..
Per ultima cosa mi potreste spiegare le competenze del geometra e gli eventuali futuri e possibili impieghi? Grazie 🙂

23 06 2011
rita

A me pare essere più che diplomati e laureati appena usciti dalla scuola elementare dove c’è giustamente una competizione “infantile” come deve essere lì!!!!!!!!!
ci sono dei bravi geometri come architetti e scarsi architetti e geometri.
Il mondo è bello perchè vario e quindi le modalità di acquisire esperienze e “pezzi di carta” altrettanto !!! rilassati e fai il tuo e cerca di farlo al meglio e al tuo posto
ciao e buona fortuna
architetto rita

29 01 2009
antonio capuano

Considerando il tema specifico dei piani di lottizzazione, per opportunità di esistenti precedenti, dev’ essere richiamato l’art. 46 della L. 2 marzo 1949, n. 144, il quale è tutto dedicato alla quantificazione degli onorari dei geometri “in caso di lottizzazione” e il D.M. n. 596 del 6.12.1993 il quale, operando l’ adeguamento delle tariffe degli onorari, prevede la compensazione del geometra per la redazione di “piani planivolumetrici di utilizzazione delle aree di lottizzazione” e per impianti di servizi primari. Entrambe le disposizioni normative sopra riferite quindi riconoscono la competenza del geometra a eseguire progetti di piani particolareggiati in caso di lottizzazioni.

Tutto quanto sopra premesso deve dedursi la piena competenza del Geometra a progettare le opere di un piano particolareggiato di iniziativa privata, con l’unico limite che esso ricomprenda costruzioni da ritenersi modeste sotto il profilo qualitativo della semplicità dei calcoli e delle cognizioni tecniche generali da utilizzare, conformemente alla giurisprudenza consolidata.

Per una interpretazione della normativa in vigore nel senso sopra riportato
si è già espressa la giurisprudenza, evidenziando come: “. al fine di
discriminare le competenze degli ingegneri e dei geometri in materia di
lottizzazioni, e, quindi, di “urbanistica”, “occorre richiamarsi alle
normative che disciplinano le due professioni” e in particolare, considerato
che nulla dispongono in proposito il R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537
(regolamento per la professione di ingegnere e di architetto) sia il R.D. 11
febbraio 1929, n. 274 (regolamento per la professione di geometra), acquista rilevanza al riguardo l’art. 46, L. 2 marzo 1949, n. 144, il quale,
disponendo in materia di onorari dei geometri “in caso di lottizzazioni”,
impedisce di ritenere che le lottizzazioni siano escluse dalla competenza
dei geometri stessi (TAR Veneto, 9.11.1988, n. 889).

Oltre al suddetto art. 46 della L. 144/49 va poi fatta menzione, come sopra
riferito, anche all’altra disposizione normativa del D.M. n. 596 del
6.12.1993 il quale, adeguando le tariffe professionali, prevede che il
geometra debba essere compensato per la redazione di “piani planivolumetrici di utilizzazione delle aree di lottizzazione” e per impianti di servizi primari, riconoscendogli quindi la relativa competenza.

Tra le numerose sentenze favorevoli cito, per la sua particolare
chiarezza, Cassazione Civile, n. 653 del 20.2.1975 per la quale “è inesatto
che le disposizioni legislative che regolano la professione di ingegnere e
di architetto e quella dei geometri riservino soltanto alla prima categoria
di professionisti (ingegneri ed architetti) la redazione dei piani di
lottizzazione. Si rileva che: “Il R.D. 23.10.1925, n. 2537, che approva il
regolamento per le professioni di ingegnere e di architetto, pur nell’ampia
formulazione con cui agli art. 51, 52 e 53 sono enunciate le attribuzioni
degli uni e degli altri e pur precisando all’art. 51 che è di competenza
degli ingegneri “il progetto, la condotta e la stima . dei lavori relativi .
alle costruzioni di ogni specie”, nulla dispone espressamente in ordine ai
piani di lottizzazione, ai quali non fa riferimento nemmeno implicito la
legge 2.3.1949, n. 143, che approva le tariffe degli ingegneri e degli
architetti.

Se ne ricava che le uniche disposizioni di legge che si rinvengono oggi in
materia sono proprio quelle dell’art. 46 L. n. 144/49 e il D.M. n. 596 del
6.12.1993, che ambo prevedono la competenza del geometra in materia di
lottizzazioni.

I piani di lottizzazione poi, vanno differenziati ovviamente dai piani
regolatori (questi sì sottratti alla competenza dei geometri) ciò è
chiaramente esplicitato in Cass. Civ. 20.2.1975, n. 653, per la quale: “La
giurisprudenza di questo supremo collegio ha posto in chiaro che i piani
regolatori differiscono sostanzialmente dai piani di lottizzazione, i quali
sono progetti di massima di costruzioni che normalmente si riferiscono non a fabbricati singoli, ma a determinati nuclei edilizi, e prevedono le
caratteristiche costruttive essenziali dei vari fabbricati, la posizione
rispettiva degli stessi, l’utilizzazione di aree a strade o giardini”.

Operato detto distinguo, prosegue la Corte, deve ritenersi che: “Poiché la
legge consente che i geometri possano progettare e dirigere costruzioni
modeste ed anche tracciati di strade ordinarie o di canali di irrigazione
quando abbiano tenue importanza, negli stessi limiti di modestia e di tenue
importanza deve ritenersi consentita a tale categoria professionale la
redazione di piani di lottizzazione, i quali non sempre, necessariamente,
presuppongono la soluzione di complessi problemi di urbanistica”.

Sul punto quindi il Supremo Collegio, nella sentenza indicata, concludeva
affermando che: “. l’esegesi sistematica delle norme sopra richiamate (art.
16 del R.D 11 febbraio 1929, n. 274; art. 46 della legge 2 marzo 1949, n.
144, e D.M. 1 ottobre 1971) consente di ribadire il convincimento
precedentemente espresso circa la competenza dei geometri a redigere piani di lottizzazione di modesta entità nel senso sopra precisato, considerando che gli artt. 51 e 52 del r.d. 23 ottobre 1925, n. 2537, non contengono alcuna esplicita riserva a favore degli ingegneri e degli architetti per quanto concerne la progettazione dei piani in argomento”.

Tutto ciò anche in considerazione poi del fatto che, si prosegue nella
citata sentenza: “Per quanto concerne poi la presunzione che i geometri
difettino di cultura urbanistica (e gli ingegneri invece la posseggano) il
collegio non può non richiamarsi a quanto affermato dalla citata decisione
del TAR Veneto in data 15 maggio 1975, n. 135, la quale ha osservato, con
argomenti che meritano di essere qui integralmente richiamati, che i
programmi di insegnamento negli istituti tecnici per geometri, approvati con il D.P.R. 5 gennaio 1972, n. 825, prevedono l’insegnamento di “elementi di tecnica urbanistica” (nell’ambito di quello di “elementi di architettura” al quale sono dedicate, nella quinta classe, tre ore settimanali); mentre l’ordinamento degli studi nelle Facoltà di ingegneria, approvato con D.P.R. 31 gennaio 1960, n. 53, e successive modifiche, non prevede alcun insegnamento di urbanistica fra quelli obbligatori sul piano nazionale. La probabilità che un insegnamento del genere sia previsto come obbligatorio nel piano degli studi delle singole facoltà o sia impartito nell’ambito di discipline più estese non consente quindi di ritenere che nella materia urbanistica la preparazione degli ingegneri sia, in generale, necessariamente migliore di quella dei geometri.

Le sentenze riportate per la loro particolare chiarezza, sono poi confortate
da una notevole giurisprudenza in merito.

Così, ad esempio, TAR Veneto 30.10.1975, n. 504, per cui “l’ordinamento
vigente consente ai geometri di procedere alla redazione di strumenti
urbanistici di modesta entità”, o ancora, TAR Veneto 15.5.1975, n. 135, per la quale “l’attività dei geometri in materia di lottizzazione è subordinata
ai criteri limitativi posti in generale all’esercizio professionale degli
stessi dell’art. 16 R.D. 11.2.1929, n. 274; deve trattarsi cioè di piani di
lottizzazione di modesta importanza”.

Per i periti industriali va considerato l’art. 16 del RDL 275/29 e la L. 146/57.

Per altre sentenze conformi cfr. TAR Marche 21.8.1975, n. 97; TAR Toscana 15.4.1976, n. 229 e, di particolare importanza, la già menzionata sentenza del TAR Veneto n. 889/88.

Per quanto riguarda poi le decisioni della Corte di Cassazione, vedi
anche Cass. Civ. 5.11.1975, n. 3709 e, nella misura in cui i piani di
lottizzazione possano essere assimilati a un progetto di massima nel senso
sopra riportato, Cass. Civ. 2.12.1994, n. 10358.

Ricordo poi che esistono poi i laureati in urbanistica con competenza nel campo della pianificazione e che l’iscrizione all’APPC è una facoltà e non un obbligo.

31 01 2009
PWS Admin

Salve,
mi perdoni, ma non vorrei che su questo blog si dessero informazioni sbagliate e fuorvianti: il D.M. n. 596 del 6.12.1993, quando parla di “lottizzazioni”, fa esclusivamente riferimento (Art.46) ad operazioni di “rilievo” e non di progettazione.
Quindi, tra le competenze del geometra rientrano a pieno titolo le prestazioni di rilievo e misurazione dei Piani Attuativi, non certo quelle di progettazione, dato che trattasi di strumenti urbanistici di dettaglio.

9 04 2009
Geom. Di Coste Salvatore

In materia di impianti fotovoltaci, i geometri possono firmare progeti di impianti? se si fino a quanti kW?

9 04 2009
PWS Admin

Questo quesito dovrebbe rivolgerlo al Suo Collegio di appartenenza.
La mia opinione è quella che la logica dovrebbe seguire la stessa relativa agli impianti tecnologici convenzionali di cui alla tariffa professionale del Geometra.
Saluti.

19 09 2009
Nicola

Impianti solari fotovoltaici, impianti eolici, termovalorizzatori etc… sono centrali elettriche per la generazione e distribuzione dell’energia.

Pertanto la loro progettazione ritengo sia di competenza di periti ed ingegneri.

Qualora questi impianti necesitassero come spesso accade di opere edili, allora è da valutare ciò che può fare il geometra.

Dott.Ing.N.P.

10 07 2009
Flavio B.

Sul sito dell’ordine degli architetti di VR c’e’ una circolare riguardo alla competenze dell’architetto con laurea triennale.
Mentre per il geomtra una casa modesta non deve superare i 1200 mc, questo secondo gli architetti, una casa semplice non ha limitazioni volumetriche.
Qualcuno mi puo’ spiegare quali criteri sono stati usati per queste valutazioni?
Grazie

10 07 2009
PWS Admin

Sarebbe da chiedere direttamente all’Ordine di Verona, essendo una loro circolare.

19 09 2009
Nicola

No.
Basta leggere il DPR 328/2001 ed il MIUR 270/2004. TRATTASI DI
LEGGI DELLO STATO APPROVATE IN PARLAMENTO. Una circolare fine a se stessa non rappresenta testo di legge.

Dott.Ing. N.P.

19 09 2009
Nicola

Semplice. Il criterio di chi ha studiato all’università, si è fatto 3 anni in più e gode della qualifica accademica di dottore.

Saluti
Dott.Ing. N.P.

20 09 2009
nicola

Gentili geometri, dovete rassegnarvi alle vostre limitate competenze acquisite durante gli anni della scuola superiore.

Qualora vogliate fare ciò che fanno gli ingegneri ed architetti, occorre che vi iscriviate all’università. Dite di essere cosi bravi, iscrivetivi al corso di laurea in ingegneria, vediamo cosa sapete fare. Vediamo se siete capaci nel superare gli esami di
ANALISI MATEMATICA 1,
ANALISI MATEMATICA 2,
ANALISI MATEMATICA 3
e poi altri esami ancora….vediamo…!!

Pensate che a seguito della sola laurea triennale MIUR 270/2004 potete già usufruire della qualifica accademica di DOTTORE iniziando quindi ad elevarvi professionalmente ed allontanandovi dallo status di “diplomato” presso la scuola superiore.

Successivamente l’esame di stato DPR 328/2001 diventate ingegneri e/o architetti iscrivendovi nei rispettivi ordini professionali.

Gli ingegneri triennali, sono quindi tecnici laureati, iscritti presso l’ordine degli ingegneri e non hanno limiti numerici come vincoli per i loro progetti.

I tecnici diplomati invece hanno vincoli numerici come limite nella loro professione.

Durante i tre anni di università, si fanno una trentina di esami ad indirizzo specifico, nonchè laboratori, stage formativi ed in ultimo la tesi. In tutto si acquisiscono 180 c.f.u. l’equivalente di 4500 ore di lezione in aula a contenuto prettamente specialistico di indirizzo.
Tutto questo non si fa durante l’età adolescenziale presso la scuola superiore.

Invito inoltre il geometra Claudio, primo a scrivere, a CRESCERE ed a scusarsi considerando le enormi baggianate che ha scritto contro chi ha fatto l’università, sostenendo quindi dei costi non trascurabili al fine di migliorarsi professionalmente a vantaggio poi della collettività.

Più rispetto quindi geom. Claudio, sei solo un comune gemetra, sei solo un diplomato, ricordatelo!
Il tuo lavoro può essere fatto sia dagli ingegneri che architetti. Fai poco il galletto!

Il comportamento del vostro collega, non fa che creare ancora più astio tra gli arch. e geom. che invece come da professionisti quali sono, dovrebbero collaborare proficuamente ed intelligentemente.

Affinchè la vostra categoria non si estingua vi invito ad isolare geometri come il vostro collega.

Distinti saluti
Dott.Ing. N.P.

6 02 2010
Ezio

Però… ti brucia proprio vedere che la tua ostentata laurea, condita con una buona dose di arroganza, non ti fa arrivare alla fine del mese… Io sono un Geometra, VORREI essere capace di fare quello che fa un muratore…ma non lo sono e allora? allora quando vado in cantiere ascolto i muratori, cerco di imparare da loro.
Da giovane per mantenermi i miei “insulsi” studi da geometra ho anche fatto il ragazzo di cantiere…
Forse non saprò fare Analisi 1 (non è vero) però so tirare su una tramezza e, in caso di necessità, anche attaccare l’intonaco… Lei con i suoi roboanti titoli oltre all’analisi matematica cosa sa fare?
Io in cantiere lavoro gomito a gomito con i muratori e ne sono felice, io sono in grado di mettermi al loro livello per risolvere i problemi e venire incontro alle esigenze della committenza lei, sommo ingegnere, cosa sa fare oltre che dare ordini?
Vogliamo poi parlare dell’invasione che voi laureati fate nel campo catastale e/o topografico in cui siete meno di zero?
E allora… il periodo è nero per tutti ma non pensiamo che solo perchè abbiamo un pezzo di carta possiamo prevalere sugli altri anzi… a volte il possedere una laurea ci arroga il diritto di ritenerci superiori… ma è proprio in questo caso, quando ci riteniamo superiori agli altri che dimostriamo la nostre piccolezza.
Senza rancore
Ezio Ivaldi (uno dei tanti Geometri)

14 02 2010
PWS Admin

Vorrei richiamare gli utenti al tema del post.
Non si sta parlando di capacità professionali del singolo professionista, ma di competenze assegnate alle varie categorie dalla legge.
Ci sono bravi geometri e bravi architetti, così come cattivi geometri e cattivi architetti, nessuno lo mette in dubbio.
Però ci sono cose che il geometra non può fare e cose che l’architetto non può fare, che le facciano bene o male.
L’architetto può sbrigare pratiche catastali, per legge? La risposta è sì.
Il geometra può progettare edifici in cemento armato? La risposta è sì, con alcune restrizioni.
L’architetto può progettare un ponte in cemento armato? La risposta è no.
L’ingegnere può intervenire su edifici riconosciuti come di valore storico da un qualsiasi regolamento o norma locale o nazionale? La risposta è no.
E così via.
Lasciamo i battibecchi del tipo “ma io sono più bravo di te ad usare la betoniera” ai ragazzini, per favore.
Grazie.

5 10 2009
Raffaele

Ma quando finirà questa discriminazione nei confronti di noi poveri geometri, che dobbiamo lavorare dalla mattina alla sera per poter mangiare pane e cipolla, preoccupandoci di riempire le tasche dei nostri ordini professionali e dello stato. E’ bene che chi ha sbagliato paghi. Se una persona non sa fare il proprio lavoro sarà penalizzato e quindi rientrerà nella famosa selezione naturale.

5 10 2009
PWS Admin

Ma infatti si sta proprio discutendo di cosa si intenda per “il proprio lavoro”.

24 12 2009
Christian

ANALISI MATEMATICA 1,
ANALISI MATEMATICA 2,
ANALISI MATEMATICA 3

Queste si che sono materie che vi valorizzano in campo edile. eh si!
Fammi una derivata.. valà…

Certo hai preso la tua laurea. bravo.. e chi vi dice niente. mica ve la vengono a rubare..

“allontanandovi dallo status di “diplomato” che pregiudizi.. mamma mia…

22 01 2010
Matteo

Anch’io ho parlato sul mio blog di questo tema.
Credo che oggi come oggi sia ormai finita l’epoca del “saper poco ma un pò di tutto”: da una parte la progettazione architettonica (con certificazioni energetiche, requisiti acustici, ecc..) non può più essere fatta “all’acqua di rose” e dall’altra la progettazione strutturale (col nuovo TU2008) eliminando di fatto gli stati limite diventa un processo serio e delicato.
Soprattutto per quanto riguarda la parte strutturale, mi chiedo come un geometra (che, ricordo, a scuola difficilmente va oltre lo studio delle isostatiche) possa fare dei calcoli per il c.a. (ma la stessa cosa può dirsi di un architetto o di un ingegnere v.o. elettrico che magari poi si è iscritto all’albo civile/ambientale).
Lo so che “per portare la pagnotta a casa” si farebbe di tutto, ma giocare sulla pelle altrui non è bello (perchè poi si finisce per interrogarsi sul perchè le staffe dei palazzi in Abruzzo erano progettate male…).
A presto

Matteo
http://arching.wordpress.com

1 03 2010
Massimo Mastrino

Ma chi te l’ha detto che a scuola un geometra difficilmente va oltre lo studio delle isostatiche?
Detto questo sono daccordo con il dire che è giusto che i calcoli strutturali li facciano gli ingegneri, ma credo che il fatto che non possano fare la D.L. relativa non abbia molto senso. Mi lascia perplesso il fatto che anche gli ingegneri elettronici o quelli meccanici si mettano a progettare edifici in C.A., anzi mi lascia perplesso anche che si occupino di progettazione architettonica. Non mi risulta di molti ingegneri civili che fanno progettazione meccanica.

23 04 2010
Matteo

Infatti da circa 10 anni gli ingegneri elettronici e meccanici non possono più progettare strutture.
Quindi a geometra si studia meccanica razionale, scienza e tecnica delle costruzioni, costruzioni in zona sismica?!?
Beh…complimenti.
Ora, non dico che l’università sia qualcosa che dia tutti gli strumenti necessari alla professione, ma che si voglia affermare che un istituto superiore dia le stesse competenze ed insegnamenti mi sembra eccessivo. Nessuno cerca di togliere lavoro ai geometri: semplicemente si vuole impedire ad un tecnico assolutamente non competente la progettazione strutturale.
Perchè non diciamo invece che molti non ci provano neppure a fare ingegneria perchè troppo difficile?
Ma provate voi a farvi il culo per cinque anni in una delle facoltà più difficili e poi venire a sapere che bastava essere geometri per fare le stesse cose…ma guarda te…
Ciao

Matteo

23 01 2010
Marco

Sono un geometra che, da quasi 20 anni, svolge onestamente il proprio lavoro, prima presso un’impresa di costruzioni impegnata nel settore dei pubblici appalti e, ora, alle dpendenze di un importante ente pubblico.
Leggendo quanto sopra e alla luce della mia esperienza, ci tengo a dire quanto segue.
Ritengo innanzitutto veramente ridicole queste dispute fra categorie professionali di tecnici laureati e diplomati, dettate esclusivamente dalla competizione e dalla concorrenza a cui oggi, con l’aggravio delle numerose altre fatiche che il ns. lavoro ci comporta (tasse, responsabilità, mancati pagamenti e mille altri problemi), il mercato ci conduce fino allo stremmo delle ns. rispettive forze.
La realtà è che, come gli ospedali hanno bisogno dei medici ma anche degli infermieri, come le orchestre hanno bisogno dei primi violini e degli strumenti di accompagno, o come nell’esercito si trovano ufficiali e sottufficiali, anche nell’edilizia c’è bisogno di tecnici laureati e diplomati; e che ognuno pensi a fare il suo mestiere, senza prevaricare o voler schiacciare quello dell’altro!!!! Questo vale sia per gli ingegneri che gli architetti, i quali, se non riescono a trovare lavoro nel loro campo professionale, non possono risolvere il loro problema togliendo lavoro e competenze a chi, da decenni, svolge la propria attività con serietà e professionalità, non è onesto!!!! E vale anche per quei geometri che, approfittando di certe situazioni di mercato loro in qualche modo favorevoli, a volte pretendono di fare più di quello che sanno fare.
Il lavoro di ognuno va rispettato, così come ognuno deve svolgero con onestà e rispetto dell’altro, questa è una regola generale per ogni tipo di arte, mestiere e progessione. E a quell’ingegnere che dice di mettere i geometri a fare i muratori rispondo: evidentemente, lei non ha frequentato molto i cantieri edili, altrimenti saprebbe bene che né 100 geometri, né 100 ingegneri, né 100 architetti saprebbero svolgere il lavoro di un operaio edile (non muratore come lei chiama, che non esiste ormai più praticamente), che è frutto una professionalità e di un’esperienza ben specifica, apprendibile solo secondo un certo percorso dato non certo dai titoli di studio.
Concludo infine dicendo: cerchiamo piuttosto di andare d’accordo tutti quanti, collaborando di più fra le varie categorie professionali; ne guadagneremmo tutti in tutti i sensi. Del resto, in guerra, morti e feriti ci sono sia tra vincitori che vinti….

25 06 2011
geom comunale

concordo!

23 01 2010
Marco

Sono un geometra che, da quasi 20 anni, svolge onestamente il proprio lavoro, prima presso un’impresa di costruzioni impegnata nel settore dei pubblici appalti e, ora, alle dpendenze di un importante ente pubblico.
Leggendo quanto sopra e alla luce della mia esperienza, ci tengo a dire quanto segue.
Ritengo innanzitutto veramente ridicole queste dispute fra categorie professionali di tecnici laureati e diplomati, dettate esclusivamente dalla competizione e dalla concorrenza a cui oggi, con l’aggravio delle numerose altre fatiche che il ns. lavoro ci comporta (tasse, responsabilità, mancati pagamenti e mille altri problemi), il mercato ci conduce fino allo stremmo delle ns. rispettive forze.
La realtà è che, come gli ospedali hanno bisogno dei medici ma anche degli infermieri, come le orchestre hanno bisogno dei primi violini e degli strumenti di accompagno, o come nell’esercito si trovano ufficiali e sottufficiali, anche nell’edilizia c’è bisogno di tecnici laureati e diplomati; e che ognuno pensi a fare il suo mestiere, senza prevaricare o voler schiacciare quello dell’altro!!!! Questo vale sia per gli ingegneri che gli architetti, i quali, se non riescono a trovare lavoro nel loro campo professionale, non possono risolvere il loro problema togliendo lavoro e competenze a chi, da decenni, svolge la propria attività con serietà e professionalità, non è onesto!!!! E vale anche per quei geometri che, approfittando di certe situazioni di mercato loro in qualche modo favorevoli, a volte pretendono di fare più di quello che sanno fare.
Il lavoro di ognuno va rispettato, così come ognuno deve svolgero con onestà e rispetto dell’altro, questa è una regola generale per ogni tipo di arte, mestiere e professione. E a quell’ingegnere che dice di mettere i geometri a fare i muratori rispondo: evidentemente, lei non ha frequentato molto i cantieri edili, altrimenti saprebbe bene che né 100 geometri, né 100 ingegneri, né 100 architetti saprebbero svolgere il lavoro di un operaio edile – non muratore come lei chiama, che non esiste ormai più praticamente -, che è frutto una professionalità e di un’esperienza ben specifica, apprendibile solo secondo un certo percorso dato non certo dai titoli di studio.
Concludo infine dicendo: cerchiamo piuttosto di andare d’accordo tutti quanti, collaborando di più fra le varie categorie professionali; ne guadagneremmo tutti in tutti i sensi. Del resto, in guerra, morti e feriti ci sono sia tra vincitori che vinti….

22 06 2010
armando

Colleghi, laureati e non
siamo alla frutta se scriviamo noi tutti queste cose. È indegno, per qualsiasi categoria professionale, ridursi alla stregua di tifosi da bar per promuovere, ciascuno, le proprie capacità professionali e, peggio, sventolare titoli accademici a destra e a manca.
Non lo trovo giusto.
Dopo 22 anni di onesta “geometria” ho potuto apprezzare tecnici laureati di indubbia capacità ed esperienza e tecnici, altrettanto laureati, che non avrei impiegato neanche per la costruzione di una cuccia per cani.
Sbandierare non serve.
Vero è che l’attuale congiuntura risulta a noi tutti sfavorevole, altrettanto vero è che ci stiamo annientando a vicenda facendo crescere gli studi “corporativi” che stanno prendendo il sopravvento sui liberi professionisti.
Ci preoccupiamo di quante lauree o diplomi abbiamo e non ci accorgiamo che delle Holding di progettazione ci stanno sfilando tutto il lavoro possibile.
Immaginiamo le perizie di stima…qualcuno di voi lavora, ormai, direttamente per una banca? Io non più a causa dell’assorbimento da parte di uno studio associato (per mezzo di trattative oscure) di tutte le perizie di stima. Hanno certamente tenuto conto della mia pregressa esperienza e professionaltà proponendomi di andare a lavorare per loro alla stratosferica cifra di 80,00 €/perizia…!!! Ecco questo stiamo diventando.
Un branco di caproni dalla testa dura che non hanno ancora compreso i termini di SINERGIA, COLLABORAZIONE, RISPETTO.
Chissenefrega delle rispettive competenze, io non ho voglia di progettare un nuovo WTC o un Golden Gate, nossignori.
A me piacerebbe tirare su il telefono e interagire in modo costruttivo con tutti gli appartenenti alla categoria tecnica ingegneri o chicchessia senza doversi preoccupare di titoli e competenze specifiche.
A me piace lavorare bene, correttamente e nei limiti che la Legge mi impone, vorrei essere pagato la giusta somma e sentirmi gratificato di quello che faccio.
Fare del campanilismo, tra noi, è deleterio e distruttivo.
Vogliamo fare selezione naturale?
Benissimo.
Da domani vado a caccia di tutti quei progetti che non rispettano le norme a cui sono soggetti e, credetemi, ce ne sono a bizzeffe.
Chissà un mio collega quando gli arriva qualcosa da un avvocato cosa penserà.
Quante case sono progettate senza avere i requisiti acustici…??? Quanti progettisti potranno essere colpiti da simili negligenze…???
Quante case sono energeticamente inefficenti…???
Quante costruzioni sono urbanisticamente difformi con tanto di asseverazione di conformità…?
Ecco questo mi domando…vogliamo arrivare a ciò…???
Gli altri ordini professionali sono compatti, uniti, solidali.
Simili diatribe non li vedo tra Avvocati e Notai e Magistrati, tra Medici Generici e Specialisti…ah si! dimenticavo! loro sono laureati…tutti…
ops…che errore…
Ma senza la segretaria l’Avvocato come fa? Senza l’assistente il Notaio come fa? Senza il cancelliere il Magistrato come fa?
Considerato che siamo più o meno, tutti, accomunati dal medesimo indirizzo cerchiamo di non autodistruggerci.
Non faccio il predicozzo perchè temo qualcuno o qualcosa ma perchè sono e sarò fermamente convinto che solo la solidarizzazione delle nostre categorie può portare a dei benefici e non la discriminazione.
Volevo solo fare un appunto a colui che sbandiera il percorso di studi…
probabilmente è un laureato frustrato che non ha ottenuto i risultati che avrebbe voluto o, forse, meritato, che è ossessionato dal desiderio di possedere un titolo “sopra la nebbia”.
A lui rispondo che noi tutti abbiamo fatto quello che abbiamo potuto nei limiti delle nostre risorse e disponibilità, personalmente per il meglio possibile.
Certo mi sarebbe piaciuto continuare gli studi ma al tempo non potevo…
Quindi Dott.Ing.N.P. rispetta quello che sono gli altri, io rispetto te per quello che hai mostrato di essere.
Quello che mi aspetto da tutti noi è la collaborazione e non la denigrazione delle capacità.
Scusate per la lunghezza del post.
È tutto.
Un vecchio geometra.

25 06 2011
geom comunale

Concordo in pieno!

25 06 2011
geom comunale

Parole sagge

15 11 2010
alessandro

Io dico che la cosa più bella è la collaborazione e chiedere aiuto ad un collega quando non riesci a risolvere un problema o hai delle difficoltà o lacune su qualunque argomento, le nostre sono professioni composte da molteplici competenze che vanno via via sfumando o comunque occorrono sempre più dei corsi di specializzazione o di qualifica per poter svolgere la determinata competenza che sia già acquisita o da acquisire l’ importante è che sei capace e ti impegni al massimo per fare il meglio senza mettere a rischio le persone, ecco perchè è importante collaborare dove so io non sai te o viceversa o meglio io aiuto te e tu aiuti me perchè tutti abbiamo il diritto di lavorare senza dover perdere un lavoro perchè magari non sei sicuro di poter svolgere o non sei ben preparato oppure ti senti al limite della competenza professionale, tutti insieme nessuno perde il lavoro e così tutte le categorie di tecnici salgono un gradino in più e diventano più solidali tra loro, perchè devo rinunciare ad un lavoro professionale quando magari ho faticato per trasmettere fiducia al cliente che mi vuole incaricare? Non possiamo essere specializzati in tutto, la materia è vasta quindi le parole d’ordine sono: COLLABORAZIONE E AIUTO tra colleghi che siano ingegneri, architetti, geometri, periti e qualunque altra figura che lavora nel campo edile come il capo mastro il capo cantiere e l’ operaio edile.
L’operaio edile può aiutare il professionista per esempio a capire determinati concetti sull’ impiego e la messa in opera di alcuni materiali quindi il pqrchè ci vuole determinato tempo, cose che non sono scritte sui prezziari li trovi solo tot. al mq o mc oppure tariffe orarie, ma il problema preciso nella lavorazione non lo sai se non lo vivi o non lo fai con le tue mani. Come fai a fare bene la direzione lavori se non sai come si costruisce materialmente quell’ opera? Qui entra in ballo l’ esperienza, il tecnico che ha fatto molte direzioni lavori ed ha vissuto nei cantieri può aiutare quello che ha fatto sempre solo progettazione, calcoli, pratiche catastali e viceversa.
Spero di essere stato chiaro sono un geometra con 15 anni di esercizio della libera professione, ho sempre fatto tutti i lavori per cui il cliente voleva incaricarmi e se superavo i limiti di competenza o non mi sentivo io competente provvedevo ad incaricare o a farmi aiutare da un tecnico che poteva collaborare con me, ma ho sempre soddisfatto tutta la mia clientela combattendo con tutti gli uffici per risolvere il problema e accontentare il cliente procurando così anche lavoro per tutti i colleghi laureati e non.
Volevo ancora dirvi che ho tre figli più mia moglie a carico, mutui da pagare, finanziamenti, pieno di problemi anche di salute e difficoltà varie e cinque anni fa quando stavo bene in salute nella mia attuale casa che allora era da ristrutturare per risparmiare mi sono armato da solo due solai uno al piano terra 30mq con vespaio impastando il cemento a mano sempre da solo e poi quello del primo piano 30mq dove ho dovuto piazzare banchine e 55 puntali con tutte le opere connesse di carpenteria in legno e ferro sempre tutto da solo (ho demolito il vecchio solaio in putrelle e mattoni pieni) poi al primo piano era impensabile gettare a mano non avrei potuto da solo e non tutto insieme ed era necessario un getto unico quindi ho provveduto a chiamare un betoncar.
A scuola ho fatto come tutti i geometri tre anni di costruzioni e non solo due esami come all’ università e con questo voglio dire che magari gli ingegneri e gli architetti migliori forse son quelli che prima hanno conseguito il diploma di geometra o meglio hanno esercitato la professione di geometra come l’ odontotecnico che poi diventa dentista e cioè medico chirirgo e quindi dottore, ma non è detto perchè volere è potere e quindi se ti applichi sarai bravo comunque.
Per i solai che ho fatto con le mie mani a casa mia sono andato a prendere i libri di scuola e mi sono ricordato tutti i concetti e ho anche visto come si piegavano i ferri, ora ci viviamo da cinque anni e miracolo non sono caduti ed hanno resistito pure ad una scossa di terremoto.
Dopo circa tre mesi dall’ esecuzione li ho fatti collaudare da un ingegnere perchè ovviamente dovevo depositare il collaudo presso gli uffici di competenza, l’ingegnere ha fatto tutte le prove di carico e con lo sclerometro, non vi è niente di più bello che essere soddisfatti di qualcosa che hai costruito con le tue mani.
Ora sono stanco di lavorare solo su carta mi piacerebbe costruire qualcosa con le mie mani, ma purtroppo la salute mi limita in questo, altro che selezione naturale, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo tutti insieme ed uniti per migliorare la nostra professionalità ed aiutare le nostre rispettive categorie.
Un piccolo geometra che si commuove
Cordiali e distinti saluti a tutti.

10 12 2010
Aldo Facchini

Credo che il dibattito debba restare nei limiti del buon senso, lasciamo stare io sono meglio e tu sei peggio, perchè ci sono bravi capi squadra muratori che nel pratico a volte sono meglio dei geometri e anche dei spesso solo teorici ingegneri e/o architetti. Ma non generalizziamo e restiamo al tema.
Io penso che al di là della giurisprudenza che come in tutti i campi è pesante e molto contraddittoria ed è a mio avviso il regno degli ottusi burocrati di Stato;
IL LIMITE DI COMPETENZA DEI GEOMETRI IN QUALSIASI TIPO DI PROGETTAZIONE E’ DOVE PER DIMOSTRARE LA VALIDITA’ DI CALCOLO SIANO NECESSARIE CONOSCENZE DI MATEMATICA SUPERIORE CHE I GEOMETRI HANNO. PUNTO…. TUTTO IL RESTO SONO STUPIDE BALLE!!
Però sono consapevole che l’interpretazione della magistratura così burocratizzata e così lontana dai problemi reali dei cittadini spesso li mette uno contro l’altro per partito preso o per ignoranza.
Sig.ri tecnici cerchiamo almeno noi di essere concreti e reali come è necessario esserlo nella Ns. bella professione.
Scusatemi dello sfogo e grazie.

10 12 2010
Aldo Facchini

Errata corrige:

IL LIMITE DI COMPETENZA DEI GEOMETRI IN QUALSIASI TIPO DI PROGETTAZIONE DOVREBBE ESSERE CHE PER DIMOSTRARE UNA VALIDITA’ DI CALCOLO RICHIESTA, SIANO NECESSARIE CONOSCENZE DI MATEMATICA SUPERIORE CHE I GEOMETRI NON HANNO. PUNTO….. ECC. ECC..

20 12 2010
L.P.

Ma se i geometri non li potete vedere! cari Dott. perchè non fate chiudere gli Istituti Tecnici? o preferite farvi spazio a colpi di sciabola?

31 05 2011
halym

Scusatemi sono un semplice studente di architettura che non sà proprio se finire con la triennale o continuare con la specialistica.
La verità è che non ho la più pallida idea di quali siano le reali differenze in campo lavorativo tra un architetto junior e un senior?
Chi più ne sà ,più ne mettà. GRAZIE

28 06 2011
bubu

Rimango meravigliato dal Dott. Ing., come insiste a diminuire la classe geometri. Forse lavori poco?

11 09 2011
Arch. marco

Terribile !!!! Leggendo questo post ho notato con dispiacere che quasi tutti hanno tirato fuori il peggio! Che vergogna, e vi fate chiamare “professionisti” ?
Il Geometra, l’Architetto e l’Ingegnere hanno un percorso di studi ovviamente diverso e sappiamo benissimo tutti perchè! Ma le competenze spesso si sovrappongono perchè le normative italiane fanno quantomeno schifo oltre ad essere interpretabili!!. CARI COLLEGHI nessuno si deve sentire capace di portare a compimento un opera, progetto o struttura da solo. Il progetto è il frutto di un lavoro di EQUIPE di vari professionisti con diverse competenze.
Le conoscenze necessarie per dare ad ogni opera, la qualità necessaria per dirsi a regola d’arte, certo non risiede in una singola professione. La cosa più orribile che mi capita spesso di vedere e professionisti sia quasti Geometri che Ingegneri che Archittetti che con superbia e spesso grande ignoranza realizzano opere obsolete e povere almeno quanto i loro progettisti!!!

27 02 2012
leo

L’eterno conflitto tra professionisti laureati e diplomati.
Per esperienza posso assicurarvi che ci sono molti diplomati (Geometri e Periti industriali) che amano davvero il loro lavoro: i risultati sono tangibili nei rispettivi settori edile e/o impiantistico.
Dal laureato ci si aspetta costantemente un lavoro eccellente…ma questo non avviene con costanza!…e non per colpa dei diplomati tecnici.

Però cari miei, ci sono laureati tecnici…che davvero sono preparatissimi, hanno esperienza da vendere ed individuano sempre la soluzione tecnica migliore caso per caso. Questi spesso sono gli ingegneri e gli architetti più umili.
Buon lavoro a tutti.

Dott. Per. Ind. P.P.

8 06 2012
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[…] *Limiti di competenza dei geometri – Parte 2 […]

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