Legge Regionale Toscana 24/2009

15 05 2009

Legge regionale Toscana 8 maggio 2009, n. 24

Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente

Bollettino Ufficiale n. 17, parte prima, del 13 maggio 2009

Art. 1

- Finalità

1. La presente legge è finalizzata al rilancio dell’economia, risponde alle esigenze abitative delle famiglie ed interviene sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in coerenza con i principi e le finalità della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio), favorendo gli interventi edilizi diretti a migliorare la qualità architettonica, la sicurezza, la compatibilità ambientale, l’efficienza energetica degli edifici e la fruibilità degli spazi per le persone disabili. La presente legge ha carattere straordinario e consente la realizzazione degli interventi edilizi in essa previsti solo se sia presentata denuncia di inizio dell’attività entro il termine perentorio di cui all’articolo 7, comma 2.

Art. 2

- Definizioni e parametri

1. Ai fini della presente legge, sono stabilite le seguenti definizioni:

a) per edifici abitativi si intendono gli edifici con destinazione d’uso residenziale, nonché gli edifici rurali ad uso abitativo necessari alle esigenze dell’imprenditore agricolo, a quelle dei familiari coadiuvanti o degli addetti a tempo indeterminato impegnati nell’attività agricola;

b) per superficie utile lorda si intende la somma delle superfici delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano il cui volume sia collocato prevalentemente o esclusivamente fuori terra. Nel computo di detta superficie sono comprese le scale, i vani ascensore, le logge e le porzioni di sottotetto delimitate da strutture orizzontali praticabili con altezza libera media superiore a due metri e quaranta centimetri, mentre sono esclusi i volumi tecnici, i balconi, i terrazzi, gli spazi scoperti interni al perimetro dell’edificio e i porticati condominiali o d’uso pubblico;

c) per centri abitati si intendono quelli all’interno del perimetro individuato:

1) dal regolamento urbanistico ai sensi dell’articolo 55, comma 2, lettera b) della l.r. 1/2005 , qualora i comuni abbiano approvato o anche solo adottato detto atto di governo del territorio;

2) dagli strumenti urbanistici generali o dai regolamenti edilizi, qualora i comuni non abbiano approvato o anche solo adottato il regolamento urbanistico di cui all’articolo 55 della l.r. 1/2005 ;

3) in applicazione della definizione dell’articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), in mancanza di perimetri negli strumenti urbanistici o nei regolamenti edilizi di cui al numero 2);

d) per distanze minime e altezze massime dei fabbricati si intendono quelle definite dagli atti di governo del territorio o dagli strumenti urbanistici. In mancanza di definizioni contenute in detti atti, si fa riferimento a quelle definite dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765 ).

Art. 3

- Interventi straordinari di ampliamento

1. Nel rispetto di quanto previsto nel presente articolo e nell’articolo 5, sono consentiti interventi edilizi di ampliamento di ciascuna unità immobiliare fino al massimo del 20 per cento della superficie utile lorda già esistente alla data del 31 marzo 2009 e legittimata da titoli abilitativi, comunque fino ad un massimo complessivo per l’intero edificio di settanta metri quadrati di superficie utile lorda; detti interventi possono essere realizzati solo su edifici abitativi aventi alla data del 31 marzo 2009 le seguenti caratteristiche:

a) tipologia monofamiliare o bifamiliare;

b) tipologia diversa da quella di cui alla lettera a) con superficie utile lorda non superiore a trecentocinquanta metri quadrati.

2. Con gli interventi di cui al comma 1, non può essere modificata la destinazione d’uso degli edifici interessati.

3. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere realizzati su edifici abitativi per i quali gli strumenti della pianificazione territoriale, gli atti di governo del territorio o gli strumenti urbanistici generali dei comuni consentono la ristrutturazione edilizia con addizioni funzionali o incrementi volumetrici ulteriori rispetto a quelli ammessi per volumi tecnici o gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, lettere f), g) o h) della l.r. 1/2005  (Ristrutturazione Urbanistica, Addizioni Volumetriche, Sostituzione Edilizia, Nds.); detti interventi sono realizzati nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati ed in presenza di tutte le seguenti condizioni:

a) gli edifici siano situati all’interno di centri abitati oppure, ove collocati fuori dai centri abitati, siano comunque dotati di approvvigionamento idropotabile e di idonei sistemi di smaltimento delle acque reflue, secondo quanto previsto dalla vigente normativa;

b) gli edifici siano collocati in aree esterne agli ambiti dichiarati a pericolosità idraulica molto elevata e a pericolosità geomorfologica elevata o molto elevata dai piani di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo) o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti della pianificazione territoriale, agli atti di governo del territorio o agli strumenti urbanistici generali dei comuni.

4. Fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia di efficienza energetica, gli interventi di cui al comma 1 sono realizzati con l’utilizzo di tecniche costruttive di edilizia sostenibile che, anche attraverso l’impiego di impianti alimentati da fonti rinnovabili, garantiscano comunque, con riferimento alla climatizzazione invernale dell’ampliamento, un indice di prestazione energetica, definito dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia), inferiore almeno del 20 per cento rispetto al corrispondente valore limite indicato nell’allegato C, tabella 1.3 del medesimo d.lgs. 192/2005 ; in ogni caso, l’unità abitativa esistente interessata dall’ampliamento è dotata di finestre con vetrature con intercapedini di aria o di gas.

5. L’utilizzo delle tecniche costruttive di cui al comma 4 ed il rispetto degli indici di prestazione energetica di cui al medesimo comma 4, sono certificati dal direttore dei lavori o altro professionista abilitato con la comunicazione di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 86, comma 1, della l.r. 1/2005 ; in mancanza di detti requisiti, non può essere certificata l’abitabilità o l’agibilità dell’ampliamento realizzato.

Art. 4

- Interventi straordinari di demolizione e ricostruzione

1. Nel rispetto di quanto previsto nel presente articolo e nell’articolo 5, sono consentiti interventi edilizi di completa demolizione e ricostruzione con ampliamento fino al massimo del 35 per cento della superficie utile lorda già esistente alla data del 31 marzo 2009 e legittimata da titoli abilitativi.

2. Salvo quanto disposto dal comma 3, gli interventi edilizi di cui al comma 1 sono ammessi su edifici esistenti ed aventi esclusivamente destinazione d’uso abitativa alla data del 31 marzo 2009.

3. Gli interventi di cui al comma 1 sono consentiti su edifici all’interno dei quali siano presenti porzioni aventi destinazioni d’uso diverse e compatibili con la destinazione d’uso abitativa nella misura comunque non superiore al 25 per cento della superficie utile lorda complessiva dell’edificio medesimo; in tali casi gli interventi di cui al comma 1 sono consentiti a condizione che la superficie utile lorda di dette porzioni non sia computata ai fini dell’ampliamento e non sia aumentata.

4. Con gli interventi di cui al comma 1 non può essere modificata la destinazione d’uso degli edifici interessati. Il numero delle unità immobiliari originariamente esistenti può essere aumentato, purché le unità immobiliari aggiuntive abbiano una superficie utile lorda non inferiore a cinquanta metri quadrati.

5. Gli interventi di cui al comma 1 sono consentiti su edifici abitativi per i quali gli strumenti della pianificazione territoriale, gli atti di governo del territorio o gli strumenti urbanistici generali dei comuni consentono gli interventi di sostituzione edilizia di cui all’articolo 78, comma 1, lettera h) della l.r. 1/2005 , o gli interventi di cui al medesimo comma 1, lettera f); detti interventi sono realizzati nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati ed in presenza delle seguenti due condizioni:

a) gli edifici abitativi siano situati all’interno dei centri abitati;

b) gli edifici siano collocati in aree esterne agli ambiti dichiarati a pericolosità idraulica molto elevata e a pericolosità geomorfologica elevata o molto elevata dai piani di bacino di cui alla l. 183/1989 o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti della pianificazione territoriale, agli atti di governo del territorio o agli strumenti urbanistici generali dei comuni.

6. Qualora gli edifici abitativi siano situati all’interno di centri abitati e ricadano in ambiti dichiarati ad elevata pericolosità idraulica dai piani di bacino di cui alla l. 183/1989 o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti della pianificazione territoriale, agli atti di governo del territorio o agli strumenti urbanistici generali dei comuni, il progetto allegato alla denuncia di inizio dell’attività di cui all’articolo 7 contiene le necessarie verifiche in ordine alla sicurezza delle persone e al non aumento della pericolosità idraulica nelle aree circostanti. Il progetto prevede, altresì, ove necessario, la contestuale realizzazione degli interventi di autosicurezza dal rischio di inondazione individuati dall’allegato A, paragrafo 3.2.2, lettera d) del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 27 aprile 2007, n. 26/R (Regolamento di attuazione dell’articolo 62 della legge regionale 3 gennaio 2005 n. 1 , “Norme per il governo del territorio” in materia di indagini geologiche).

7. Gli interventi di cui al comma 1 sono realizzati con l’utilizzo di tecniche costruttive di edilizia sostenibile che, anche attraverso l’impiego di impianti alimentati da fonti rinnovabili, garantiscano comunque prestazioni energetiche nel rispetto dei seguenti parametri:

a) con riferimento alla climatizzazione invernale dell’edificio, l’indice di prestazione energetica, definito dal d.lgs. 192/2005 , è inferiore almeno del 50 per cento rispetto al corrispondente valore limite indicato nell’allegato C, tabella 1.3 del medesimo d.lgs. 192/2005 ;

b) con riferimento al raffrescamento estivo dell’involucro edilizio dell’edificio, la prestazione energetica, pari al rapporto tra fabbisogno annuo di energia termica per il raffrescamento dell’edificio, calcolato tenendo conto della temperatura di progetto estiva, secondo la norma UNI/TS 11300, e la superficie utile, è inferiore a trenta chilowattora per metro quadrato per anno.

8. L’utilizzo delle tecniche costruttive di cui al comma 7 ed il rispetto degli indici di prestazione energetica di cui al medesimo comma 7, sono certificati dal direttore dei lavori o altro professionista abilitato con la comunicazione di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 86, comma 1, della l.r. 1/2005 ; in mancanza di detti requisiti, non può essere certificata l’abitabilità o agibilità dell’edificio realizzato.

9. Gli interventi di cui al comma 1 sono realizzati nel rispetto delle prescrizioni tecniche contenute negli articoli 8 e 9 del decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche) e del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 9 febbraio 2007, n. 2/R (Regolamento di attuazione dell’articolo 37 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 “Norme per il governo del territorio” – Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti).

Art. 5

- Condizioni generali di ammissibilità degli interventi

1. Gli interventi edilizi di cui agli articoli 3 e 4 perseguono il fine del miglioramento della qualità architettonica in relazione ai caratteri urbanistici, storici, paesaggistici e ambientali del contesto territoriale in cui sono inseriti.

2. Gli interventi edilizi di cui agli articoli 3 e 4 non possono essere realizzati su edifici abitativi che, al momento della presentazione della denuncia di inizio attività di cui all’articolo 7, risultino:

a) eseguiti in assenza o in difformità dal titolo abilitativo;

b) collocati all’interno delle zone territoriali omogenee “A” di cui all’articolo 2 del d.m. 1444/1968 o ad esse assimilabili, così come definite dagli strumenti urbanistici generali o dagli atti di governo del territorio comunali;

c) definiti di valore storico, culturale ed architettonico dagli atti di governo del territorio o dagli strumenti urbanistici generali;

d) vincolati quali immobili di interesse storico ai sensi della parte seconda del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);

e) collocati nelle aree di inedificabilità assoluta come definite dall’articolo 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie);

f) collocati nei territori dei parchi e delle riserve nazionali o regionali;

g) collocati all’interno di aree per le quali gli atti di governo del territorio o gli strumenti urbanistici generali prevedano l’adozione e approvazione di piani attuativi ai sensi dell’articolo 65 della l.r. 1/2005 .

3. Le altezze utili degli interventi non possono essere superiori a tre metri, salvo il rispetto delle norme igienico–sanitarie. Per gli interventi di cui all’articolo 3, è consentito l’ampliamento con altezze superiori ai tre metri senza superare l’altezza dell’unità immobiliare interessata dall’ampliamento. Per gli interventi di cui all’articolo 4, è consentita la ricostruzione dei locali con altezze superiori a tre metri, ove già esistenti nell’edificio oggetto di demolizione.

4. Le superfici utili lorde per le quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria di cui alla l. 47/1985 , alla legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) e alla legge regionale 20 ottobre 2004, n. 53 (Norme in materia di sanatoria edilizia straordinaria), ovvero per le quali siano state applicate le sanzioni pecuniarie di cui al titolo VIII, capo I, della l.r. 1/2005 :

a) sono computate ai fini della determinazione della superficie utile lorda già esistente di cui all’articolo 3, comma 1 ed all’articolo 4, comma 1;

b) devono essere sottratte dagli ampliamenti realizzabili ai sensi degli articoli 3 e 4.

5. Gli ampliamenti realizzabili in applicazione degli articoli 3 e 4 non si cumulano con gli ampliamenti consentiti dagli strumenti urbanistici generali o dagli atti di governo del territorio comunali sui medesimi edifici.

6. Alla data del 31 marzo 2009, le unità immobiliari interessate dagli interventi di cui all’articolo 3 o gli edifici interessati dagli interventi di cui all’articolo 4 devono risultare regolarmente accatastati presso le competenti agenzie del territorio ai sensi del regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1572 (Testo unico delle leggi sul nuovo catasto) o ai sensi del regio decreto legge 13 aprile 1939, n. 652 (Accertamento generale dei fabbricati urbani, rivalutazione del relativo reddito e formazione del nuovo catasto edilizio urbano), convertito, con modificazioni, con legge 11 agosto 1939, n. 1249 . Qualora non regolarmente accatastati, per dette unità immobiliari o per detti edifici, devono risultare già presentate alla data del 31 marzo 2009, idonee dichiarazioni alle agenzie del territorio per l’accatastamento o per la variazione catastale.

7. L’accatastamento o la dichiarazione di cui al comma 6 riguardante le unità immobiliari o gli edifici con destinazione d’uso residenziale deve riferirsi alla categoria abitazione del catasto dei fabbricati, ai sensi della l. 1249/1939 .

8. L’accatastamento o la dichiarazione di cui al comma 6 riguardante gli edifici rurali ad uso abitativo necessari alle esigenze dell’imprenditore agricolo o alle esigenze dei suoi familiari coadiuvanti o dei suoi addetti a tempo indeterminato impegnati nell’attività agricola può riferirsi anche alla qualifica di fabbricato rurale del catasto dei terreni di cui al r.d. 1572/1931.

9. L’accatastamento o la dichiarazione per le porzioni di edificio di cui all’articolo 4, comma 3, aventi destinazioni d’uso diverse da quella abitativa, deve riferirsi alla categoria del catasto dei fabbricati corrispondente all’utilizzazione esistente di dette porzioni.

Art. 6

- Immodificabilità della destinazione d’uso e del numero degli alloggi

1. Non può essere modificata la destinazione d’uso degli edifici abitativi sui quali siano stati realizzati gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 oppure il numero degli alloggi legittimato dalla denuncia di inizio attività di cui all’articolo 7, se non siano decorsi almeno cinque anni dalla comunicazione di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 86, comma 1 della l.r. 1/2005 .

Art. 7

- Titoli abilitativi degli interventi edilizi straordinari

1. Gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 sono realizzati mediante la denuncia di inizio attività di cui all’articolo 79 della l.r. 1/2005 , nel rispetto delle disposizioni generali di cui all’articolo 82 e secondo il procedimento di cui all’articolo 84 della medesima l.r. 1/2005 . Nella relazione asseverata di cui al medesimo articolo 84, comma 1, oltre a quanto ivi previsto, è espressamente attestata la conformità delle opere da realizzare alle disposizioni della presente legge.

2. La denuncia di inizio attività di cui al comma 1 può essere presentata non oltre il termine del 31 dicembre 2010.

Art. 8

- Sanzioni

1. Nel caso di violazione delle disposizioni di cui all’articolo 6, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 132 della l.r. 1/2005 .

2. Nel caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 3, 4 e 5, si applicano le sanzioni amministrative di cui al titolo VIII, capo I della l.r. 1/2005 , previste per gli interventi soggetti a permesso di costruire.

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25 responses

18 05 2009
Aurelio Armentano

Non si evince se l’intervento e’ fattibile su singole unita’ immobiliari di condominii, secondo me si, perché non lo esclude.

18 05 2009
PWS Admin

Quando dice “edifici” con “Tipologia monofamiliare o bifamiliare” mi pare abbastanza chiaro.

6 06 2009
ignesti

Ma in toscana quante villette non in centri abitati credete che non siano state censite dai comuni come ” non storiche”? Io abito con tutti i miei figli rispettivi mariti e mogli nipoti etc intotale tre famiglie 8 persone in una casa singola in collina nei dintorni di firenze(50055) coltivatore diretto speravo di poter ampliare un paio di stanze ma la mia casa costruita tra gli anni 40/50 in ammpliamenti successivi è stata ritenuta dal mio comune di “valore storico” ( è classificata catastalmente economica A3) e così non posso fare niente e i miei figli saranno costretti ad andarsene e allora niente più aiuti per la mia attività ! dovrò smettere il lavoro di tutta una vita ! grazie regione toscana! grazie assessori regionali ! sindaco assessori comunali tecnici epolitici che ci amministrano in generale!

6 06 2009
PWS Admin

Il connotato storico ad un edificio non viene attribuito catastalmente ma urbanisticamente. Evidentemente la Sua abitazione è catalogata nello strumento urbanistico del Suo Comune come edificio assimilato alle “Zone A”. Si faccia fare un Certificato di Destinazione Urbanistica dall’Ufficio Tecnico e verifichi che sia così, altrimenti, se l’edificio è semplicemente in Zona E “Agricola” o analoga, potrà procedere all’ampliamento senza particolari limitazioni.
Saluti.

14 07 2009
Alex

Anch’io abito nei dintorni di Firenze (50055) e sinceramente mi aspettavo che la legge regionale sul piano casa aiutasse le persone che avendo una casa unifamiliare con del terreno proprio al momento della ristrutturazione potesse aumentarne il volume anche di poco ma per me necessario in modo da poterci rilevare un piccolo appartamentino per i miei genitori. In questo comune nulla è consentito salvo quello di pagare le tasse., dove vengono inserite case in zona storica ma che sono state costruite appena 4 o 5 anni fa, dove io non posso neanche rialzare ma che a distanza di 300 mt. è stato permesso di farlo. Non riesco a capire come mai nelle prossime vicinanze si vedono case restaurate e aumentate di piani e volumi , ma non sarà il caso di dire che vengono usati 2 pesi e due misure !!!!!!! Sono davvero molto ma molto delusa da questa amministrazione che è ‘ stata da poco riconfermata !
E naturalmente voglio anche esprimere il mio ringraziamento alla regione toscana che ha firmato per prima questa legge ma non occorreva fare le corse per approvarla , ma bensì renderla più semplice ed attuativa ! Grazie Regione Toscana|

5 08 2009
massimo chiacchio

Gradirei sapere perchè ai sensi dell’art. 3, comma 3, lettera b non è possibile procedere all’ampliamento del 20% di SUL dell’unità abitativa se questa ricade in ambiti dichiarati di elevata pericolosità idraulica, mentre ai sensi dell’art. 4, comma 6 è possibile, sempre nello stesso ambito, procedere alla demolizione ed alla ricostruzione con aumento del 35%.
Grazie

5 08 2009
PWS Admin

Non sono nella mente del legislatore, però ritengo che questo sia consentito in quanto, in caso di demolizione e ricostruzione, al contrario del caso del semplice ampliamento, sarebbe possibile procedere alla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza dell’intera area di intervento cosa che non sarebbe possibile nell’altro caso in quanto l’edificio esistente, con la sua inamovibilità, ne pregiudicherebbe la corretta realizzazione.
Faccio un semplice esempio: se la quota di esondabilità dell’area fosse a +2,50 ml. rispetto al piano di campagna, nel caso di demolizione e ricostruzione sarebbe sempre possibile un suo innalzamento attraverso un terrapieno posizionando il piano di calpestio del nuovo edificio a quota > 2,50 ml.. Nel caso di semplice addizione volumetrica la cosa sarebbe impossibile.
Ma è solo un’ipotesi.

6 12 2011
riccardo calvelli

Sono riccardo Calvelli e credo di conoscerti. Anche io ho un problema del genere per quattro clienti che per u n errore del solerte Comune di Firenze non potrei intervenire. Un avvocato abbastanza conosciuti mia ha scritto una relazione che ho prontamente consegnato e il nostro solerte comune riconferma quanto precedentemente deciso!!!!!!!!!!!!!! Non ho parole ma magari sentiamoci di persona Cioa Riccardo

7 09 2009
Luca

Io vorrei costruire un garage sul terreno intorno casa, volevo sapere se l’ampliamento è valido anche per la realizzazione di pertinenze dell’abitazione.
Inoltre volevo sapere se le superfici utili lorde per le quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria ma che non hanno aumentato il volume dell’abitazione (chiusura di un porticato) devono comunque essere sottratte dagli ampliamenti realizzabili.

7 09 2009
PWS Admin

Per le autorimesse controlli bene il regolamento edilizio e le NTA del piano regolatore del Suo Comune, perché in molti casi queste pertinenze vanno in deroga agli indici di fabbricabilità, quindi non ci sarebbe bisogno di ricorrere alla LR. In caso negativo sì, con le superfici in ampliamento una tantum si possono realizzare anche pertinenze dell’abitazione.
Per quanto riguarda le superfici oggetto di sanatoria, queste vanno escluse in ogni caso dal computo degli ampliamenti realizzabili.
Saluti.

23 09 2009
Francesco

Volevo far notare che un edificio con superficie utile lorda pari a 350mq può essere ampliato fino a 420mq…un edificio di 356mq resta di 356mq!!! Non sarebbe stato meglio porre un limite alla SUL ottenuta a seguito dell’ampliamento?

23 09 2009
PWS Admin

Le leggi sono sempre perfettibili.
Ma nella 24 sono altre le cose che avrei cambiato.

23 09 2009
Francesco

non si tratta di punti di vista, è che oggettivamente si crea una disparità che forse non è stata considerata…mi auguro

23 09 2009
PWS Admin

Senz’altro la Sua proposta avrebbe dato luogo ad effetti più equi, è innegabile.
La Legge però, ho il timore, credo sia stata elaborata più con l’intento di rendere difficili gli interventi – in alcuni casi proprio impossibili da realizzare – piuttosto che come incentivo al rilancio dell’economia ed al soddisfacimento delle esigenze reali del proprietario dell’immobile. Ecco che certi aspetti sono rimasti irrisolti.

23 09 2009
Francesco

concordo, con rammarico tuttavia constato che come al solito la matematica e la giurisprudenza non hanno spazi di intersezione..

2 10 2009
Massimo

Avevamo intenzione di usufruire di questa legge per poter chiudere una porzione di portico di una villetta bifamiliare in modo da ampliare gli spazi angusti dell’attuale cucina. Purtroppo in comune mi è stato contestato il fatto che i portici, in quanto ricadenti all’interno del perimetro dell’edificio fanno parte della superficie utile e che pertanto non possono essere utilizzati per realizzare l’ampliamento. Al di là di questo mi chiedo inoltre quanti comuni in Toscana consentano ” incrementi volumetrici ulteriori rispetto a quelli ammessi per volumi tecnici o gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, lettere f), g) o h) della l.r. 1/2005 ” ( quello dove risiedo io no ).
Saluti

4 11 2009
Gerri

Riguardo l’articolo 3 comma 4 della suddetta come è possibile applicare l’indice di prestazione energetica inferiore del 20% nel caso di solo ampliamento? Ovvero senza intervenire sul restante involucro e sul generatore di calore.
Grazie

4 11 2009
PWS Admin

L’indice si calcola solo sul volume in ampliamento, fermo restando la possibilità indicata dalla legge di integrare gli impianti con tecnologie a fonti rinnovabili.

28 01 2010
sergio pelletti

per alcune modeste differenze distributive interne,è stata presentata al comune la domanda di attestazione di conformità in sanatoria ai sensi dell’art 140 della L.R.n 1/2005 in data 22/09/2009 e rilasciata dal comune in data 24/10/2009.Il fabbricato risultava già accatastato per la sua superficie lorda in data anteriore al 31/03/2009 .E’ rimasta invariata la supereficie lorda ,ma sono state presentate nuove planimetrie per le modifiche interne dopo il 31/03/2009.E’ possibile effettuare l’intervento di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 35% ,art.4 legge r. 24/2009 . grazie

28 01 2010
PWS Admin

No. La legge è chiarissima su questo punto.

8 02 2010
Leone

una villetta a schiera capotesta potrà usufruire di tale legge? Grazie mille.

14 02 2010
PWS Admin

Dipende tutto da come il piano regolatore del suo comune ha recepito questa legge.
Si informi presso l’ufficio tecnico del suo comune.
Grazie dell’intervento.

14 03 2010
mgb

Avremmo in progetto di comprare un attico che si trova in un condominio di 5 piani in prima fila sul molo. E’ un immobile da molto tempo senza acquirenti perchè in un edificio privo di ascensore e molto articolato. L’installazione dell’ascensore di cui noi ci assumeremmo l’onere, non semplice e costosa, porterebbe alla riqualificazione dell’intero palazzo. L’immobile in vendita è costituito di due unità abitative poste in edifici contigui, collegate tramite scale, di cui la parte superiore è una mansarda con tetto spiovente che si trova in posizione libera sopra i tetti degli edifici circostanti. Pensiamo vi siano stati fatti recentemente lavori di ristrutturazione (!), non condonati. La nostra intenzione, se possibile, sarebbe quella di ottenere il permesso per una riduzione modesta dell’inclinazione del tetto, a superficie invariata. Potrà valere la pena di parlare con l’ufficio tecnico del Comune o l’intervento non rientra assolutamente nei limiti della legge?

21 09 2010
Guido Fratagnoli

In caso di ampliamento, l’aliquota IVA da applicare sulla fatturazione è quella agevolata, ovvero pari al 10% come per le ristrutturazioni?
Grazie

9 02 2011
francesco

http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=090211120723

sembra che ci saranno delle modifiche. E’ solo propaganda o qualcuno ne sa qualcosa?

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