Per una volta che ne avevano fatta una buona

3 11 2008

Per entrare nelle facoltà universitarie a numero chiuso, il ministro dell’Istruzione Fioroni aveva deciso di introdurre un criterio di merito basato sul rendimento scolastico negli ultimi anni delle superiori.
L’accesso alle università non sarebbe stato deciso solo dai test, ma, già come avviene in alcune università private cone la Bocconi o la Cattolica, sarebbero stati presi in considerazione i voti finali degli ultimi 3 anni di superiore e quello della maturità.
Attualmente i test d’ingresso delle università sono composti da 105 punti. Di questo totale, 80 punti sarebbero stati assegnati in base ai risultato delle prove di ingresso mentre 25 sarebbero stati dati agli studenti migliori.
Tale bonus lo avrebbero ottenuto gli studenti con una media minima del 7 negli ultimi 3 anni delle scuole medie superiori e chi avrebbe ottenuto nel voto di maturità un giudizio di almeno 80 centesimi su cento.
Il problema principale, che suscitò polemiche e anche prevedibili proteste da parte degli studenti, è che solo il 35% degli studenti italiani ottiene un voto superiore ad 80/100 e ancora meno raggiunge e supera 91 centesimi ( solo il 15% ).

Peccato però che con il “riordino” della scuola operato dal Governo in carica  il Ministro Gelmini abbia rimandato, per modo di dire, questo criterio di selezione degli studenti ammissibili alla frequentazione universitaria.

Torneremo ai test di ammissione truccati, agli studenti che alla maturità passano con 52 e che ci ritroveremo nelle corsie degli ospedali a visitare i nostri figli, agli avvocati laureati con la media del 20 che erediteranno i clienti del padre, anch’esso avvocato, a scapito dei bravi e dei meritevoli che, senza santi in paradiso, affolleranno le aule universitarie e i palasport dove si svolgeranno i concorsi pubblici per operatori ecologici.


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Una risposta

7 11 2008
Pilia Emmanuele

Sempre in tema:

“Cercheremo di non togliere i 134 milioni alle scuole private. Ho una grossa colpa, non mi ero accorto che nella Finanziaria era previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche”

Silvio Berlusconi, da La Repubblica.

Se qualcuno non lo avesse ancora capito…

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