Mass Studies: tre progetti In Corea del Sud

30 01 2008

L’architetto danese Bjarke Ingels, collega di Minsuk Cho all’epoca della sua collaborazione con OMA, di recente ha detto: “Quando guardo gli edifici di Min mi sento sempre in colpa. Ho la sensazione di essere pigro e di utilizzare troppo pochi materiali nei miei lavori”.

Osservando questi tre edifici, conclusi negli ultimi mesi, è difficile dargli torto e non solo per quanto riguarda la varietà dei materiali ma anche delle forme. Il guscio ricurvo, nastriforme e rivestito di acciaio dell’Oktokki Space Centre cela uno scheletro complesso in cemento armato e praticamente non ha nulla in comune, né stilisticamente né altrimenti, con la Xi Gallery, prototipo di una nuova tipologia edilizia indiscutibilmente coreana: quella del centro-culturale-con-ufficio-vendite-di-appartamenti-di-lusso.

corea_018.jpg
Le curve dell’Oktokki Space Centre sono sparite: la Xi Gallery è un paesaggio definito geometricamente da pendii, angoli, pozzi e piani inclinati rivestiti di tutti i materiali possibili e immaginabili, dai cuscinetti gonfiabili in ETFE ai campi di cactus minuscoli. Tutto ciò basta a far sembrare il negozio rivestito d’erba di Ann Demeulemeester sobrio e minimalista, tanto più che internamente lo è: il suo soffitto in cemento dalle curve sensuali e le pareti in cristallo avvolgente sarebbero quasi fin troppo signorili se non fosse per la vegetazione lussureggiante che si abbarbica al pavimento del punto vendita da dietro la tenda in vetro.
corea_004.jpg
Per essere in grado di comprendere almeno lontanamente l’opera di Minsuk Cho, bisogna investigare nel mondo affascinante di rapide trasformazioni, contraddizioni e idiosincrasie che caratterizzano la città in cui ha sede il suo studio, Mass Studies. L’architettura di Cho è un parto di Seoul e non solo della sua cultura architettonica, in quanto incarna ed esprime la incredibile energia latente di quella che superficialmente potrebbe sembrare una tetra città di condomini, ma in realtà è una delle metropoli più avanzate tecnologicamente, più saturate di media e più iperattive del mondo.
corea_008.jpg

Non stupisce il fatto che sia una cultura ossessionata dai fumetti e dai cartoni animati e che quindi il primo edificio ampiamente pubblicizzato di Cho in Corea sia stato un parco a tema dedicato a Dalki, un personaggio dei fumetti dai capelli rossi con un seguito quasi religioso da parte di un pubblico di tutte le età. Grazie alla ricchezza senza precedenti, oggi Seoul è un’incubatrice indiscussa di designer in ogni campo, tuttavia quando si tratta di catturare e riproporre in forma architettonica l’energia e il dinamismo unici di questa capitale asiatica, Cho appartiene a una categoria a sé stante.

Mass Studies Web Site


Azioni

Informazione

Una risposta

31 01 2008
PEJA

La tua conclusione, il riferimento ai cartoni animati, è particolarmente azzeccato. Credo anche io che una certa corrente riferita a ciò che succede in estremo oriente sia strettamente legata alla cultura Manga, un pò come noi siamo legati un pò alla storia, un pò al cyberpunk, ect. Poi ovviamente ci sono variazioni sul tema, proprio come i Mass…

Lascia un commento