Giramento di Pale

27 12 2007
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Mi sono sempre chiesto perché una fetta di ambientalisti sia contraria alla realizzazione dei Parchi Eolici (ma io preferisco chiamarle Centrali Eoliche, sempre per la mia cronica avversione nei confronti dell’ipocrisia delle parole).
A Montescudaio, comune ove io risiedo, il Sindaco ha ritenuto di procedere alla consultazione dei propri cittadini attraverso un referendum per capire se la popolazione fosse favorevole o meno alla realizzazione di una Centrale Eolica. Io ho apprezzato questa iniziativa, anche se la ritengo superflua, in quanto un Sindaco, in quanto eletto democraticamente dal popolo, debba saper decidere in piena autonomia e rimandare il giudizio sul suo operato alla successiva consultazione elettorale.
Ma tant’è.
In questo frangente abbiamo assistito alla curiosa e singolare situazione per cui una parte del popolo ambientalista si è schierata contro questa iniziativa, paventando rischi per l’ambiente. E scambiando, ovviamente, a causa della profonda ed atavica ignoranza dei protagonisti, l’ambiente per il paesaggio.
Il loro paesaggio, naturalmente.
Ma facciamo qualche numero.
Un generatore eolico, chiavi in mano, costa circa mille euro per kilowatt di potenza installata. Per 5 MW costerebbe 5 milioni di euro.

Può sembrare tanto, ma vediamo quanto produce.
5 MW x 4000 ore = 20.000.000 kwh/all’anno

Considerando un prezzo di vendita dell’energia, compresi i certificati verdi del protocollo di Kyoto, di 20 centesimi di euro al kwh, si ha :

20.000.000 x 0,20 = 4.000.000 di euro all’anno

Dal punto di vista puramente ambientale, invece, ogni milione di Kwh prodotta con l’eolico ci fa risparmiare 220-230 tep (tonnellate equivalenti petrolio).
Alcuni politici si oppongono così al progetto:“Il suddetto parco sarà costituito da ben 17 turbine posizionate a 240 metri l’una dall’altra, di potenza nominale 2MW ciascuna con una producibilità, stimata, di 71.4 GW.

Da questi dati emerge con tutta evidenza il notevole impatto ambientale che si produrrà sulla zona interessata…”

Poi, magari, qualcuno spiegherà loro cosa si intende per Impatto Ambientale, ché io non ne ho proprio voglia. Di certo, posso dire cosa non è: non è quella-cosa-grossa-che-appare-nelle-cartoline-che-prima-non-c’era, tanto per parlare con un linguaggio che questi signori possono capire senza particolari problemi.
Altri, invece, si chiedono “se domani esisterà ancora la “Toscana delle colline”, quella che nell’immaginario collettivo rappresenta la nostra regione, quei poggi, da sempre sfondo del nostro quotidiano e prima di noi dei nostri padri che hanno amato la loro terra, lavorandola in un razionale rapporto di equilibrio fra uomo e natura. Un paesaggio che ogni toscano porta con sè, inserito come sfondo nelle più alte opere d’arte, perchè esso stesso opera d’arte.”

Io mi chiedo invece dove siano andate a finire la dignità e la coerenza.

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2 risposte

29 12 2007
AlphaKappa

gli ignoranti non capiscono, mentre gli ottusi preferiscono dire no a tutto, lamentarsi dei costi crescenti del petrolio e dell’energia e respirare carbone combusto. in italia abbiamo una vasta rappresentanza delle due categorie.

29 12 2007
projectworkshop

Curioso il comportamento del WWF Italia (utile specificarlo, Italia dico, perché non credo che gli analoghi degli altri Paesi siano così ignobili) che, laddove si interviene a livello comunale sull’eolico, si oppongono con fermezza auspicando un piano regionale sull’energia ma, dove questo piano esiste, vedi Marche, avanzano un rilancio pokeristico opponendosi all’iniziativa chiedendo l’elaborazione di un piano nazionale.
Immagino che, in presenza di un piano Mondiale sull’energia, troveranno qualcosa da ridire perché in carenza di un piano Interplanetario.

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