Il Tram di Firenze

13 12 2007

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Il sindaco Domenici guarda con sconforto a una protesta che gli sembra riprodurre un malcostume nazionale: «È uno scontro tra l’innovazione e la conservazione, tra chi cerca di agire e chi vuole il mantenimento dello status quo. Firenze rischia di diventare un simbolo di quello che accade in Italia. C’è una situazione surreale. Emerge, ancora una volta, la politica del no, trasversale». Senza dimenticare che Firenze è la città del «particulare», di guicciardiniana memoria: «Potevamo scegliere di stare fermi e vivere di rendita — prosegue il sindaco —, limitarci a succhiare il sangue a una città che può vivere di turismo. Ma abbiamo scelto di agire e trovare soluzioni». Le contestazioni, sostiene il sindaco, sono sintomatiche di un metodo non solo fiorentino: «Si dice sempre: Firenze non è adatta. Alle rotonde, alla maratona, al tram. E quando si propone una soluzione, ecco che qualcuno fa un rilancio pokeristico. Progetti mirabolanti, faraonici. Il modo migliore per non fare nulla».

La Sinistra Toscana si accorge solo ora di quanto sia frustrante scontrarsi ogni giorno contro le mandrie di impiegati pubblici e di pensionati INPS che formano un comitato ambientalista per ogni betoniera che vedono passare di fronte a casa propria?

Che tu agonizzi nella tua stessa melma, Domenici, e buon lavoro!


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